spazio e comunicazione

l’uovo prossemico

uovo prossemico

La mia collega si avvicina, si avvicina, si avvicina; allunga un braccio e mi appoggia la mano sulla spalla. Mi chiede una cosa, ma io non rispondo: ha rotto

il mio uovo prossemico. E non stavamo preparando la torta per il tè insieme!

Quando qualcuno invade il nostro spazio personale e viola il confine che riteniamo corretto, per la situazione in cui ci troviamo, ci sentiamo a disagio. Scegliamo un

a via di fuga o la reazione; anche i pacifisti, di fronte a ripetute invasioni di campo, lucidano le armi, pronti al conflitto.

Ognuno ha la sua personale percezione dello spazio, sia fisico che mentale; di solito questo spazio vitale ha la forma di un uovo, di cui noi siamo il tuorlo. La punta è davanti, vicina a noi, i fianchi sono stretti e si allargano verso la base dell’uovo, alle nostre spalle, dove c’è uno spazio di sicurezza maggiore. Questa distanza ci protegge dagli altri, proprio come un guscio. E come nell’uovo, l’albume è liquido e si adatta, intorno a noi, a seconda di chi si avvicina.

Ci sono persone che possono stare con noi all’interno del guscio, condividendo il nostro spazio più intimo. Ma nelle situazioni pubbliche, il nostro uovo può ingrandirsi fino a raggiungere una zona di sicurezza di diversi metri.

Se il guscio rischia di rompersi per l’eccessiva vicinanza di un estraneo, la nostra attenzione sarà concentrata su questo, più che su quanto l’altro ci vuole comunicare.

Quindi, prima di parlare con una persona, accertiamoci di avere la giusta distanza!