L’Iva funesta

Mi sono alzata presto, vestita casual, idratata, visto il freddo e la mia pelle sensibile, e sono partita. La mia destinazione erano…gli uffici finanziari. Mai messo piede là dentro prima. Salto il passaggio del parcheggio: ho percorso le vie nei dintorni come un segugio, avanti e indietro, per più di mezz’ora, annusando ogni passante che armeggiava con le mani in tasca o nella borsa.

l'iva funesta, vademecum di Fulvio Romanin

Ho subito trovato l’ufficio giusto. Chiedendo al portiere, a una in fila alle macchinette, leggendo le targhette sulle porte, gli A4 sui muri. Alle macchinette elimina code, ho ingenuamente lasciato che una persona prendesse il numero che io avevo richiesto, inserendo la mia tessera sanitaria, con tanto di stampa del mio codice fiscale. Pazienza. Sentivo delle voci chiamare numeri e lettere di continuo: “EE23”, “AB07”, “AO13”; credevo che l’elimina code funzionasse davvero bene: tu scegli per quale motivo sei lì, inserisci la tua tessera e una voce ti chiama nell’ufficio dove sono stati trasmessi i tuoi dati. Se no, perché cavolo serve il codice fiscale?

Invece no. Dopo aver scelto l’opzione che ti ha portato a perdere un sacco di tempo in coda in un ufficio, la macchinetta dà solo il solito, misero bigliettino. Poi aspetti. Aspetti. Aspetti. Il tuo turno. Lo sportello non ha idea di chi tu sia né perché. Glielo devi dire tu, non la macchinetta.

Ero armata di sorriso, pazienza q.b., determinazione in abbondanza. Volevo la p.iva SUBITO.

– Sono qui per aprire la Partita IVA.

– Vuole qualche informazione ? – mi chiede gentile la sig.ra Daniela – Perché allora bisogna rivolgersi allo sportello per la consulenza…

Ho capito dove vuoi andare a parare, cara Daniela. Non lascerò questa sedia al prossimo, per ricominciare da capo in un’altra fila. – No, grazie: tutto chiaro. Sa, ho letto di recente l’iva funesta (nda. il vademecum di Fulvio Romanin), molto chiaro. Diritto al punto.

Ecco, inserisco i miei dati sul modulo AA6/1, scelgo una categoria, – anche provvisoria, va bene – mi tranquillizza la sig.ra Daniela, che non può accedere ai codici Ateco – io non sono abilitata a controllare la descrizione. Bisognerebbe chiedere al collega che oggi non c’è.

– Nessun problema, se si può cambiare? No, sig.ra Daniela, anche se sei gentile e premurosa con me, non tornerò qui, se non costretta.

Io FIRMO.

GRAZIE Fulvio Romanin, per i suggerimenti. Qualche dritta serve sempre!

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