changes

tutte le strade portano a...come fai ad affrontare i cambiamenti?

Our brain is like an internet browser, I think. We fill the history of our brain as we do with explorer, or safari; we use it as a storage of facts, people, memories. But it’s difficult to erase its chronology. There isn’t any button that let us choose what to delete.

Moreover there are cookies that store data on our brain-computer and track our activities, to facilitate our sessions of life. And it’s so simple going where we always go, that it’s really hard to change route. And there is even a cache, that use hidden algorithms to select what to keep and what to let go. It’s  invisible to the owners-users, so we don’t know how it works.

But there is something we can do to change all that: we may train our brain changing the routes more often.

For example: tomorrow change your seat at the table and discover what happens. Maybe you will have another point of view of the room and of your table companion. Certainly there will be new things for your brain to learn.

It’s simple, keep your brain trained!

Ieri, mentre spiegavo a un imbranato come cancellare la cronologia e i cookies dal suo browser, mi è venuta in mente questa analogia con il nostro incredibile computer, quello che ci portiamo sempre dietro, attaccato al collo!

Il nostro cervello è come un browser, con una cronologia piena di fatti, persone, ricordi. Ma non c’è nessuna voce nel menù, per cancellarla. I cookies tracciano le nostre attività per facilitarci: sottoposti a stimoli sempre identici, formuliamo risposte sempre uguali. La nostra cache utilizza algoritmi che non conosciamo nemmeno, per selezionare cosa conservare e cosa no.

I cambiamenti ci spaventano: la paura dell’ignoto può diventare un vincolo insuperabile, che ci inchioda alla nostra vita, alle nostre abitudini, alla nostra cerchia di conoscenze. Il caldo e sicuro abbraccio delle cose che conosciamo ci coccola e ci trattiene. Ma fuori ci sono nuove persone da conoscere, nuove abitudini da acquisire, nuove cose che potranno diventare familiari e meno temibili. Se solo ci affacciamo alla porta a dare un’occhiata.

Si può iniziare con le piccole cose, per allenare il nostro cervello a esplorare nuovi percorsi.

Per esempio: prova a cambiare posto a tavola domani. Avrai un nuovo punto di vista sulla stanza e anche sui tuoi commensali. Il cambiamento potrebbe stimolare conversazioni inedite e certamente offriremo qualcosa di nuovo al nostro browser da memorizzare.

Keep it trained!

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