uno strappo il cuore

Quando il cuore si strappa, vanno dati punti piccoli e fitti. E se la cucitura è antiestetica e fatica a guarire, ci si mette sopra una toppa, sterile, che la nasconda. Ogni volta che la mano accarezzerà la toppa, sentirà lo spessore dei due lembi di cuore, tenuti vicini dal filo del dolore, ormai secco.

cuore

Quando la mano, passando su quella triste irregolarità, indulge con affetto e premura, la guarigione è vicina. Ma niente torna più come prima: i punti scompaiono, dopo un po’ si riassorbono, ma il segno dello strappo rimane, non si cancella.

Nell’era del post consumismo, sopravvive la tentazione di gettare una cosa rotta o rovinata: di sicuro a comperarla nuova, si spende meno. Meno fatica, meno tempo. Ma è appunto solo una tentazione: non si getta un cuore, solo perché strappato. Si cura con pazienza e si aspetta, che sia di nuovo presentabile.

La mente tesse col tempo bende sterili per il cuore, per offrirlo a una nuova gioia, a un nuovo dolore.

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moda è arte?

moda e arte e cupcakes

Quando studiavo all’università e lavoravo per un paio di euro l’ora, Bernardi era il mio punto di riferimento per gli acquisti sfiziosi: costava abbastanza poco da comperare con una certa leggerezza qualche cosa in più, che la stagione dopo non avrei probabilmente più indossato, e la qualità era comunque accettabile.

nancy rossit

Con la mia amica riempivamo il camerino di capi da provare, immaginando quando avremmo avuto un sacco di soldi per comperare molti, molti, vestiti in più, sempre allo stesso prezzo abbordabile.

Poi abbiamo scoperto che, con maggiori disponibilità, anche le aspirazioni cambiano…

In definitiva, era da un po’ che non entravo da Bernardi, ma oggi non ho saputo resistere: cupcakes e colori pastello avevano trasformato le vetrine del negozio in centro in una pasticceria incantata. Una illustrazione mostrava un mondo di meraviglia poetica, abitato da creature fatate, colte a giocare tra fiori, farfalle e caramelle.

Il mondo segreto di Nancy Rossit mi ha conquistato e così ho letto dell’iniziativa Bernardi meets art: un concorso per giovani artisti emergenti, tra cui vengono scelte le opere, che diventano “indossabili”,  dando vita ogni anno, a una collezione  esclusiva a un prezzo competitivo. Il progetto non è innovativo in sé, moda e arte sono legati dal filo della bellezza, ma difficilmente si comprano a 9.99!

L’idea del concorso, le creature fatate, le cupcakes, gli appendiabiti coperti di marshmallow…tutto ciò mi ha affascinato e ho deciso di dimostrare il mio apprezzamento, comperando la mia maglietta di Nancy. Eccola!

maglietta di nancy rossit

E’ beige, con le maniche a sbuffo, perline, paillettes, farfalline e una casetta di zucchero con il tetto rosa. Vi piace?

Ed ecco la ricetta segreta per le cupcakes de Il mondo segreto di Nancy

Ingredienti:

nancy rossit

4 tazze di Fiorellini di Carta

2 cucchiai colmi di Merletto Rosa

200 grammi di Carta da Regalo

2 piccole tazze di Caramelle

4 Bottoncini Rosa

1/2 metro di Stoffa Marrone

1 cucchiaino o bustina di Aroma Segreto

Io la proverò…

tecnologia è inclusione?

digital divide

La tecnologia mantiene davvero la promessa di migliorare la vita? In molti casi possiamo rispondere positivamente e quindi la domanda successiva dovrebbe essere: questo miglioramento coinvolge proprio tutti? E aiuta effettivamente l’inclusione?

Purtroppo, la promessa dell’era digitale rischia di essere disattesa e anzi, la tecnologia può aggravare le divisioni sociali, quando non diventa occasione per divisioni fisiche: vere e proprie frontiere, ma di nuova generazione.

Mentre il Muro che divide il confine tra Usa e Messico viene dotato di droni (robot comandati a distanza) per risparmiare sul costo del personale di sorveglianza, l’opinione pubblica viene ‘formata’ dai mezzi di comunicazione sulla necessità di dividere i buoni dai cattivi, i residenti dai migranti e tutta questa informazione passa anche attraverso le connessioni a banda larga.

Il mondo viene invaso da una marea digitale che rischia di affondare i Paesi analogici e i singoli, soli di fronte alla tecnologia, alle volte, contro la tecnologia.

digital divide, cultural divide

Dal muro elettronico tra Libia e i Paesi sahariani confinanti, agli strumenti di rilevazione biometriche a difesa delle frontiere esterne dell’Europa, dai radar a microonde per contrastare sbarchi indesiderati nel Sud Italia alle antenne ad alta frequenza per il controllo delle telecomunicazioni, la tecnologia diventa più sofisticata e di parte. Non importa quale.

E oltre a questa cultura della divisione, spesso motivata da ragioni di sicurezza ce n’è un’altra, più subdola, ma altrettanto pericolosa.

Se la rivoluzione digitale scoppierà nei prossimi anni anche nel mondo della cultura, confermando il trend positivo di fruizione dei contenuti digitali, il “digital divide”, disuguaglianza nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione, rischia di trasformarsi in “cultural divide”.

La cultura, attraverso la democratizzazione operata da internet, potrebbe raggiungere un numero maggiore di fruitori, ma il costo di hardware sempre al passo con i tempi, la diffusione a macchia di leopardo della banda larga e la difformità dei formati in uso, rischiano di generare una nuova spaccatura culturale. E se l’editoria, come già la musica e la cinematografia, sposteranno le loro risorse verso il formato elettronico, più di qualcuno rischierà di essere tagliato fuori.

Se è vero che in Italia, la tv la fa ancora da padrona nella trasmissione di ’informazione’, i rischi del “cultural divide” sono solo rimandati: la digitalizzazione del sapere è alle porte. Affinché la tecnologia sia davvero inclusiva, bisogna muoversi per tempo e creare una rete che abbatta i muri e non ne costruisca di nuovi, seppur virtuali.

il presente è un dono

“…Ti preoccupi troppo per ciò che era e ciò che sarà. C’è un detto: ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente.”

Kung Fu Panda

Matrimonio

Matrimonio in periferia, periferia di un matrimonio

Udine_castle-02

Udine_castle-02 (Photo credit: pierofix)

Un pomeriggio di sole e afa, interrotto bruscamente da un temporale ampiamente preannunciato; la chiesa di un castello ingentilita da fiocchi lilla; uno sposo troppo alto per quel vestito scuro; una sposa troppo svestita per quel brusco freddo; due mani intimorite sulla cordiera dell’arpa e il canone di Pachelbel che si compone sotto le dita tremanti; il coraggio e l’audacia di un sì che duri tutta la vita.

La donna l’uomo la punteggiatura

L’importanza della punteggiatura (terzo assioma della comunicazione)

La donna senza l’uomo è nulla

Quale punteggiatura scegliereste per questa frase? Ci sono almeno due soluzioni… Scoprile qui