uno strappo il cuore

Quando il cuore si strappa, vanno dati punti piccoli e fitti. E se la cucitura è antiestetica e fatica a guarire, ci si mette sopra una toppa, sterile, che la nasconda. Ogni volta che la mano accarezzerà la toppa, sentirà lo spessore dei due lembi di cuore, tenuti vicini dal filo del dolore, ormai secco.

cuore

Quando la mano, passando su quella triste irregolarità, indulge con affetto e premura, la guarigione è vicina. Ma niente torna più come prima: i punti scompaiono, dopo un po’ si riassorbono, ma il segno dello strappo rimane, non si cancella.

Nell’era del post consumismo, sopravvive la tentazione di gettare una cosa rotta o rovinata: di sicuro a comperarla nuova, si spende meno. Meno fatica, meno tempo. Ma è appunto solo una tentazione: non si getta un cuore, solo perché strappato. Si cura con pazienza e si aspetta, che sia di nuovo presentabile.

La mente tesse col tempo bende sterili per il cuore, per offrirlo a una nuova gioia, a un nuovo dolore.

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