Traguardo (im)possibile? Non sono una runner…

Quando la motivazione non basta

Domenica mattina, una bella giornata di sole. Mi infilo pantaloncini e scarpe da ginnastica e vado. E’ da tanto che non corro, ma voglio farlo, ne ho bisogno, anche per aiutarle le linee curve a raddrizzarsi un po’. Sono motivata!

Mi incammino per scaldarmi un po’ e intanto armeggio con il mio mp3. Voglio attivare la funzione conta calorie + spinta motivazionale: una vocina mi dice da quanti minuti sto correndo e qual è il prossimo traguardo. Per una antisportiva, è un valido aiuto!

Purtroppo il mio mp3 non si accende: non lo uso da così tanto tempo che si è scaricato. Il mio entusiasmo cala un po’: senza la mp3 hello kittymusica e l’incitazione, mi pare più dura. Inizio a correre. Il caldo e  la totale assenza di allenamento si fanno sentire in due minuti. Sono sola sulla pista ciclabile. Vedo in lontananza arrivare un ‘sioretto’ in bicicletta: pedala lento, godendosi il venticello e mi guarda, vagamente ammirato. Allora raddrizzo le spalle e accelero orgogliosa: io corro, sotto il sole cocente. 

Solo che la strada è deserta e non passa più nessuno, per cui raddrizzare le spalle e andare avanti. Comincio a pensare ad altro, a chiedermi da quanto corro, quanto riuscirò a correre, che strada scegliere, dove andare… Sono partita dietro a un impulso, ma non ho programmato niente: non ho deciso il percorso, non mi sono prefissata una meta, non ho controllato il lettore mp3.

Vedo una rotonda in fondo al rettilineo, mi dico che devo almeno arrivare fino lì, prima di tornare indietro. Corro da venti minuti, sigh!

E quelle centinaia di metri che mi separano dalla rotonda, mi sembrano meno pesanti: ho una meta da raggiungere per non mortificare il mio ego.

E infatti arrivo al mio traguardo e mi avvio verso casa. A quel punto, l’unica cosa a cui penso è: devo arrivare, perché non ho il cellulare e quindi non posso chiedere un passaggio, la pista ciclabile è immersa nel verde dei campi, quindi è improbabile  incontrare qualche altro incosciente, che corre sotto il sole già alto.

Arrivo. Camminando.

Se non avessi imparato qualcosa, sarebbe solo un’altra prova del mio essere scarsamente sportiva. E davvero non serviva.

Lezione 1: non sono una runner

Lezione 2: prima di buttarsi a capofitto in un’esperienza…

  1. Avere la motivazione a fare una determinata cosa (ovvero: linee curve vs. linee rette)
  2. Avere gli strumenti giusti (mp3)
  3. Avere un obiettivo chiaro e possibile! (una meta realistica)
  4. Condividere il progetto: se lo diciamo a qualcuno, siamo più motivati a portarlo a termine finish line(chiedere a dei baldi giovani di passare di lì)
  5. … la necessità aguzza l’ingegno (in friulano: sante scugne, santa necessità)
  6. …la perseveranza è la madre del successo (se insisti e ci provi, e riprovi, e riprovi, ce la puoi fare)
  7. Serve una strategia (per raddrizzare le curve non basta fare i finti runner della domenica)

C’è ancora una cosa che vorrei dire: G. fai bene a correre lungo al statale con il bar in fondo!

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3 Pensieri su &Idquo;Traguardo (im)possibile? Non sono una runner…

  1. se era tanto che non correvi sei stata bravissima! runner non si nasce, SI DIVENTA! non è facile ma poi è bello! segui un programma mirato (il mio trovato in rete) e via..
    la prima sett 3 min di corsa e 6 di camminata e 3 di corsa e poi si sale. 🙂
    la lezione 2 la faccio mia! 🙂

    dd.

  2. Pingback: food victim | changingk

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