Voto e apatia

Perché votare? Perché è come l’essere o non essere

To be, or not to be, that is the question:

Whether ’tis nobler in the mind to suffer

The slings and arrows of outrageous fortune,

Or to take arms against a sea of troubles,

And by opposing end them?

L’essere è contrapposizione all’ingiustizia e il non essere è la rassegnazione. Allora è più nobile sopportare o ribellarsi?

Le elezioni americane mi hanno tenuta sulla spine, più di quanto non riescano a fare quelle nostrane. Ma domani è un giorno per scegliere, tra l’essere e il non essere.
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Per l’occasione, il piccolo Don Chisciotte, che è in me, ha riesumato un post di Seth Godin, che avevo letto e archiviato in un angolo della mia mente, un post sulle dinamiche dell’apatia.

C’era la soluzione del dilemma di Amleto, che reinterpreto: le steak house e le rosticcerie non fanno nulla per attirare e compiacere i vegetariani, così come i politici non si preoccupano affatto di chi non vota.

La magia del voto è questa: scegliendo di aderire al sistema, si inizia a contare. Un sacco.

Vai a votare domani. Porta un amico. Se un numero sufficiente di persone intelligenti ricomincerà ad andare a votare, le cose miglioreranno, perché ci saranno persone che dovranno impegnarsi per soddisfare anche te e le tue aspettative!

 

Sia sai SEO: the end

Ho fatto tardi, c’era da immaginarlo. Avevo 1 ora e mezza di anticipo e sono riuscita a tardare. Però ho scoperto un paio di cose…

1) Solo in alcune città per niente social del nord, negli autobus c’è il cartello: non disturbare il conducente. A Parma, il conducente non lo disturbi se gli rivolgi la parola, neanche se è per accertarti che la scritta luminosa n.6, voglia effettivamente dire che sei sull’autobus n.6

2) Parma mi è sembrata deliziosa, anche solo dall’autobus.

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Come lo so? Ho preso il n.6, come da istruzioni. Ma alla fermata sbagliata. Chi poteva immaginarlo? Era proprio davanti alla stazione dei treni…temporanea. La fermata giusta era invece davanti a quella a tempo indeterminato. Non ho disturbato il conducente, così ho fatto un giro fino all’aeroporto, deserto.
A quel punto, ho disturbato il conducente.
Ho rifatto il giro fino in stazione e, dopo un’ora, sì proprio un’ora, sono arrivata a destinazione. Giusto quel filo di ritardo che sarebbe perfetto a una festa. Non a un corso. Però a differenza di quello che mi capita alle feste, o sono troppo sportiva o troppo elegante, mai giusta, ero vestita adeguata. Consolazione! Lo dico perché, entrando a corso iniziato, ho attirato quel tanto che basta di attenzione.

Venendo al corso: quasi 5 ore filate di informazioni.
Il docente è un caterpillar, travestito da ragazzo innocuo: un vero esperto SEO, appassionato, che parla senza interruzione per ore di tools, tag, google.

Adesso aspetto la seconda parte del corso, quella più promettente…

Sia sai SEO

Cossa? Ghe seo qualchidun che el capisse el SEO?

500 pagine fa ho ricominciato l’aggiornamento Seo Sem. Ieri mi sono immolata sull’altare di google penguin e panda, dormendo dai suoceri 😈. Oggi sveglia alle 5.
In prossimità di Parma mi chiedo: ne sarà valsa la pena?

Vediamo…

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Sotto pressione

Credevo di no, ma ho perso la mano.

Il nervosismo a fior di pelle. Il pensiero costante, con cui ti addormenti la sera e ti svegli di giorno. L’ossessiva ripetizione di quello che sai, cerchi di ricordare, speri di ricordare. L’orsitudine che incalza e i rapporti sociali che escono dall’agenda.
Non c’è tempo. Non abbastanza per essere pronti. Sentirsi pronti, è un’altra storia, fatta di cose interiorizzate, fatte proprie a tal punto da non pensarci più.
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Questo grado di conoscenza inconsapevole è quello che mi servirebbe. Invece le mani tremano. La mente non corre abbastanza veloce. La memoria si perde. La concentrazione scappa, aggrappata a ogni pensiero.

Oddio, credevo di aver superato l’ansia da esame…

Ma la musica è diversa.