Sotto pressione

Credevo di no, ma ho perso la mano.

Il nervosismo a fior di pelle. Il pensiero costante, con cui ti addormenti la sera e ti svegli di giorno. L’ossessiva ripetizione di quello che sai, cerchi di ricordare, speri di ricordare. L’orsitudine che incalza e i rapporti sociali che escono dall’agenda.
Non c’è tempo. Non abbastanza per essere pronti. Sentirsi pronti, è un’altra storia, fatta di cose interiorizzate, fatte proprie a tal punto da non pensarci più.
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Questo grado di conoscenza inconsapevole è quello che mi servirebbe. Invece le mani tremano. La mente non corre abbastanza veloce. La memoria si perde. La concentrazione scappa, aggrappata a ogni pensiero.

Oddio, credevo di aver superato l’ansia da esame…

Ma la musica è diversa.

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