Lei, lui

Quando la coppia (s)coppia. Parte 1

Il caldo di questa estate ha bruciato anche qualche relazione sentimentale, tra passioni, tradimenti, incomprensioni. Almeno tra le mie amiche.

E mentre lei si isolava e rifletteva su cosa era andato storto, lasciando che intorno le si formasse un piccolo deserto; lui usciva con gli amici tra mezze confidenze e spirito goliardico. Poi lei si è concessa un po’ di shopping da saldi, per non sprecare una delle (nuove) regole del lasciarsi, senza rovinarsi; lui ha continuato a uscire con gli amici e ha cominciato a riflettere su cosa è andato storto.  Lei è ancora la ragazza con la bicicletta, ecologica e in forma, che si nutre di cose sane, evitando la penosa trasformazione in Bridget Joneslui beve con gli amici per non pensare.

Quando la temperatura si abbassa, la delusione e la rabbia iniziano a raffreddarsi (speriamo!).

Lei si iscrive a corsi: riempie la vita di nuovi orizzonti culinari, personalizzando il guardaroba, con un aspetto sportivo chic. Ma soprattutto, riapre la porta alle amiche, che erano rimaste fuori ad aspettare questo giorno; luimumble mumble. Sigh! Sob! Argh!

Adesso la mia amica A. sta coltivando la sua oasi.

Amici, amiche

To do: vedere la mia amica

 

Nella lista delle cose da fare, devo inserire assolutamente questo: vedere di più gli amici! E non in modo generico, che poi  tra il lavoro, la spesa, il corso della CIA, la danza, l’arpa…  la clessidra e’ già da girare per ricominciare una nuova giornata. Nella to do list, tutto va circostanziato: così infilo la mia amica tra il supermercato e la lezione in palestra, tra un appuntamento di lavoro e il pattinaggio con la nipotina. Pur di vederla.

Frequentare gli amici sembra quasi un lusso da tempo libero e, se questo scarseggia, si tagliano, come il superfluo. Eppure c’e’ stato un momento, prima dela lavoro, prima della famiglia, prima… in cui gli amici erano il nostro punto di riferimento, un’ancora e una vela, per sapere come fermarci e per prendere il largo insieme. Ecco, a volte mi piacerebbe tornare a quel prima. Io, non la mia vita. Tra gli impegni e le soddisfazioni di oggi, vorrei essere capace di trovare lo spazio giusto per la condivisione con le persone a cui voglio bene, con la leggerezza e, nello stesso tempo, l’assolutismo di allora.

Spesso i limiti sull’impiego del nostro tempo, li creiamo noi stessi. Anzi, noi stessE. E allora pazienza se ho fatto tardi al lavoro, ma sono riuscita a fare colazione con la mia amica. E per  fortuna che c’e’.

tu allo specchio tu

tu e l’altro

tu e l'altro

Vedi qualcuno, incroci il suo sguardo e…TI PIACE! C’è un non so che, in lui (o in lei), che te lo rende simpatico. E’ una questione di pelle, questa prima impressione. E difficilmente cambia.

Questo per due motivi:

  1. di solito la prima impressione non ‘sbaglia’ perché è irrazionale, basata su elementi non consci;
  2. non ci piace dover ammetter di aver sbagliato! E quindi, quando siamo convinti di una cosa, cerchiamo tutti gli elementi che la confermano.

Qualcuno dice che quello che ci piace negli altri è quello che riconosciamo in loro di noi stessi. Ci piacciono tutti quegli elementi che sono in qualche modo in sintonia con noi. Insomma, ci piacciamo noi!

Eppure se penso a qualcuno del mio passato, mi chiedo: come è possibile? Forse sono cambiata. Spero.

E qui la teoria dello specchio si potrebbe scontrare e rompere con quella degli opposti che si attraggono. Pensare di essere la metà di una mela è rassicurante e anche…romantico. Ha in sè un’implicita promessa: se troverai la metà giusta, non vi separerete più. Come un intero, indivisibile.

Forse quello che cerchiamo negli amici e nei compagni è semplicemente diverso.

Certo che se scorro mentalmente le immagini delle mie amiche, vedo delle belle persone, che però hanno vite completamente diverse dalla mia. Belle persone anche quando fanno cose assurde, a volte riprovevoli. Basta chiudere un occhio e perdonarle!

Se guardo a me e al mio compagno: ecco, lì riconosco la mela. Con addosso una pelliccia*.

(*soffriamo entrambi di orsitudine)