Se ti do del tu…

Pensavo al tempo. Nessuna nostalgia: la coscienza di un istante che va e di qualcosa che ritorna, per esempio i fiori sul mandorlo del vicino, le giostre in piazza…

La mia nipotina ha compiuto 11 anni: i bambini sono una buona misura del tempo che passa. E di solito te ne accorgi che non sono più bambini, ma adolescenti, ragazzi, adulti e ti guardano dritto negli occhi.20130323-223741.jpg

Ma ci sono altri segni del tempo e quelli sì! mi spingono alla nostalgia, dolore di un non ritorno, misura delle cose che non posso più fare. O che viceversa posso.

Andare sui giochi gommosi! A dirla tutta, non ci sono mai andata. C’è un limite di età, che ho superato da un po’. E indietro non si torna.

Mi viene il sospetto di non poter neanche salire sullo scivolo dei giardinetti: limite di dimensioni, diciamo. Anche se su questo, preferisco rimanere nel dubbio.

Ma c’è qualcosa che posso fare, beneficio dell’età?

Mi posso permettere un confidenziale, non irrispettoso, ‘tu’, a persone a cui un tempo davo del lei: gli adulti, perché sono una di loro, i giovani perché potrei essere una di loro.

Ma, quando arriva il tempo in cui si potrebbe, è passato quello in cui si può.

Saggia Marie!

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Voto e apatia

Perché votare? Perché è come l’essere o non essere

To be, or not to be, that is the question:

Whether ’tis nobler in the mind to suffer

The slings and arrows of outrageous fortune,

Or to take arms against a sea of troubles,

And by opposing end them?

L’essere è contrapposizione all’ingiustizia e il non essere è la rassegnazione. Allora è più nobile sopportare o ribellarsi?

Le elezioni americane mi hanno tenuta sulla spine, più di quanto non riescano a fare quelle nostrane. Ma domani è un giorno per scegliere, tra l’essere e il non essere.
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Per l’occasione, il piccolo Don Chisciotte, che è in me, ha riesumato un post di Seth Godin, che avevo letto e archiviato in un angolo della mia mente, un post sulle dinamiche dell’apatia.

C’era la soluzione del dilemma di Amleto, che reinterpreto: le steak house e le rosticcerie non fanno nulla per attirare e compiacere i vegetariani, così come i politici non si preoccupano affatto di chi non vota.

La magia del voto è questa: scegliendo di aderire al sistema, si inizia a contare. Un sacco.

Vai a votare domani. Porta un amico. Se un numero sufficiente di persone intelligenti ricomincerà ad andare a votare, le cose miglioreranno, perché ci saranno persone che dovranno impegnarsi per soddisfare anche te e le tue aspettative!

 

a proposito dell’avarizia…

e tu: quale lupo nutri?

Mi sono imbattuta in una lettura ‘colta’, di quelle che sullo smartphone non mi riescono bene (adsl e wifi sono un dolce ricordo e un amaro rimpianto nel trasloco) e non ho resistito al riportarne un brano, avvisando l’autore!

Il post ricompone in una panoramica vari aspetti di uno dei vizi meno confessati forse, l’avarizia, con una bella chiusa, una storia.

avariziaUna notte, un vecchio indiano raccontò a suo nipote una storia: «Figlio mio, la battaglia nel nostro cuore è combattuta da due lupi. Un lupo è maligno: è collera, gelosia, tristezza, rammarico, avidità, arroganza, autocommiserazione, colpa, risentimento, inferiorità, falso orgoglio, superiorità; è l’ego. L’altro è buono: è gioia, pace, amore, speranza, serenità, umiltà, gentilezza, benevolenza, immedesimazione, generosità, verità, compassione e fede».

Il nipote, dopo averci pensato per qualche minuto, chiese al nonno: «Quale dei due lupi vince?».
Il vecchio rispose semplicemente: «Quello che tu nutri».

Auguro a voi e a me di saper scegliere con sapienza quale lupo nutrire.

http://filosofiaattiva.wordpress.com/2012/07/28/i-sette-vizi-capitali-3/?goback=%2Egde_2110449_member_140374043

Forse la parte più impegnativa non è scegliere quale lupo nutrire e, fuori dalla metafora, che tipo di persone essere- sulla carta è facile- ma ricordarselo nelle giornatacce, nei momenti no, nelle difficoltà, e impegnarsi a farlo con costanza e caparbietà.

Un’altra cosa da aggiungere alla lista to do! every day

Silenzio: c’è la partita

Calcio per neofiti

Chi l’avrebbe detto? Ho resistito per anni nella consapevole ignoranza, che a volte era quasi una sorta di superiorità da puzza sotto il naso: no grazie, niente calcio per noi, neanche se SKY ce lo regala.

Eppure quest’anno, complici una sera da sola, un silenzio surreale, poi un urlo esaltato dei vicini…ci sono cascata pure io! Ho girato e ho finito per trattenere il fiato fino al quinto rigore contro l’Inghilterra.

Nella serata di Italia vs. Germania, il palinsesto non offriva molto: cosa avrebbe potuto contrastare efficacemente un’esplosione di rivalità, forse non solo calcistica? Nulla. Risultato: 90 minuti di calcio per scoprire se il 2 a 0 conquistato subito,  sarebbe stato difeso fino al 90º.

E adesso sono curiosa. Di sapere se l’Italia saprà stupire anche gli italiani, con una vittoria, che, mi pare di aver capito, sarebbe inaspettata. Di scovare in una partita di calcio, un significato escatologico.

Vedremo…

scambio equo?

La scatola magica

la scatola magica: elettrodomestici e tempi moderni

La lavastoviglie si è rotta. Nel momento preciso in cui ho visto i residui del lavaggio andare alla deriva, tra relitti di piatti e bicchieri sporchi, l’ho capito. Non ci voleva un genio, in effetti.

Ma soprattutto, ho capito che figata sono i tempi moderni:  tu dai 500 euro (?) a un negozio, porti a casa una scatola bianca e lei, ogni volta che la accendi, ti lava le cose.

Tu sul divano, davanti alla tv, in compagnia del tuo Chérie, di un calice di vino (o di un bicchiere di latte e nesquik, a seconda della serata) e di un dolcetto al cioccolato (questo sta bene con tutto). Lei in cucina, sola, con 1,8 kWh e 30 grammi di detersivo. Una scatola magica. Che lava pure meglio di noi! Con una temperatura più alta, un bel risparmio di acqua e niente mal di schiena.

E mentre sono qui al computer che scrivo, in attesa di iniziare il mio webinar, al di là della parete, sento la lavatrice.

Sì, i tempi moderni sono davvero una figata!

Tutti d’accordo, vero? 😉

il presente è un dono

“…Ti preoccupi troppo per ciò che era e ciò che sarà. C’è un detto: ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente.”

Kung Fu Panda

to do!

ancora una cosa da fare…

 

La lista delle cose da fare si allunga sempre più, ma alcune sono  così importanti da augurarsi di avere sempre il tempo, l’energia, la costanza di farle. O almeno provarci.

L’abitudine di sottoporsi  a ritocchi e interventi, che cancellino i segni del tempo trascorso, dai nostri corpi, dai nostri volti, mi ha fatto venire in mente questa cosa, che ho aggiunto alla mia to do list.

Eccola! La scrivo perché, come accade spesso, vedere qualcosa nero su bianco lo  fa apparire più reale, gli dà una certa concretezza, trascinandolo giù dal mondo delle idee e spingendolo nel mondo dell’essere.

INVECCHIARE CON GRAZIA.

Me lo auguro! Intendendo con questa parola leggiadra, la bellezza e la semplicità dell’essere che muta, spinto dai secondi che lo toccano e lo rincorrono; il corpo che scalfito dai granelli di sabbia della clessidra mostra, senza vergogna e senza pudore, i segni di una storia. La sua.