Sotto pressione

Credevo di no, ma ho perso la mano.

Il nervosismo a fior di pelle. Il pensiero costante, con cui ti addormenti la sera e ti svegli di giorno. L’ossessiva ripetizione di quello che sai, cerchi di ricordare, speri di ricordare. L’orsitudine che incalza e i rapporti sociali che escono dall’agenda.
Non c’è tempo. Non abbastanza per essere pronti. Sentirsi pronti, è un’altra storia, fatta di cose interiorizzate, fatte proprie a tal punto da non pensarci più.
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Questo grado di conoscenza inconsapevole è quello che mi servirebbe. Invece le mani tremano. La mente non corre abbastanza veloce. La memoria si perde. La concentrazione scappa, aggrappata a ogni pensiero.

Oddio, credevo di aver superato l’ansia da esame…

Ma la musica è diversa.

ABC 2013 to be continued…

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H come Houmor… perché lo Humor è una cosa seria.

I come Ironia. Uh! Se c’è ne vuole!

L come Lista: devo riprendere l’abitudine di scrivere liste to do! per non lasciarmi ipnotizzare da Ruzzle. Sì, lo confesso: mi chiamo Karen e sono Ruzzle dipendente. Alle volte gioco (e perdo) in inglese, pur di giocare.

M come Mai dire mai! Un sacco di gente, se ci pensasse, si ritroverebbe sulla lista del “mai nella vita…” Io ne sto uscendo.

N come Novità. Invece che solo pensarci, è giunto il momento di mettere in cantiere uno dei progetti che ho in mente. Devo inserirlo in una l-i-s-t-a , s-t-i-a, s-t-a-l-i, l-i-s-a…

O come Obiettivi. Tutto è collegato dalla sbavatura di inchiostro su quella maledetta lista to do! Mirare. Puntare. Centrare!

P come Passione. Passion to perform è della Deutsche Bank, ma lo prendo in prestito a tasso agevolato perché…mi piace.

Q come Qualità di ciò che faccio. Ok, su questo mi impegno da sempre, perché sono fatta così. Magari per quest’anno aggiungo anche l’impegno a farmi pagare.

R come Riflesso. Vorrei essere come uno specchio e riflettere la meraviglia che vedo intorno a me.

S come Scrivere di più, di più, di più e Sorridere Sempre.

T come Te! Cercare dei nuovi te, con cui entrare in contatto. Per questo devo riporre la mia orsitudine.

U come Umiltà. Nella tazzina piena, non si può versare dell’altro tè…

V come Valore. Fare solo cose di valore.

Z come Zanier. La famiglia. Più famiglia. Ma non ditelo al mio orso G!

ABC 2013

ABC DI CHANGINGK

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Ho lasciato il 2012 senza rimpianti e anzi, con un pizzico di sollievo, ma per questo anno nuovo, fatico a organizzarmi.

Quando ripetiamo il rito che dovrebbe mettere fine a un ciclo per iniziarne uno nuovo (benefica illusione?), scrivo su un foglietto un desiderio, che vorrei si realizzasse entro i seguenti 365 giorni.

Ma la mezzanotte a cavallo tra il 2012 e il 2013, mi ha sorpreso come una Cenerentola nel suo abito da principessa. Nella fretta, ho perso la scarpina, ma non il Principe. E già questo è un desiderio esaudito, soprattutto se vivi da sei mesi con Principe, mamma e papà. Per tutti gli altri, invece che affidarmi alla Fata Smemorina, ho deciso di scrivere un semplice ABC, un alfabeto che mi serva a comporre il 2013 che voglio, come combino le lettere in parole.

Questo è l’inizio…

A come Avventura… Nuove esperienze, fatti stra-ordinari, imprevisti o avventure? Dipende da come li prendi. Anche.

B come Buonumore… Un pizzico migliora qualunque giornata! Ne voglio un sacco per quest’anno.

C come Costanza nella gestione degli impegni, incluso il blog…

D come Divertimento, che non guasta. Magari non sono un’esperta del settore, ma se il concetto di divertimento fosse soggettivo, allora ci sarebbe una speranza per tutti, signorina Rottenmeier.

E come Essere… Non avere, non sembrare. Essere.

F come Fantasia… Nel kit di sopravvivenza non può mancare la fantasia: travalica e plasma la realtà. Uno strumento indispensabile per affrontare matrigna e sorellastre.

G come Grazia… Se imparassi l’armonia di un fiore, la delicatezza di un verso, l’equilibrio di una composizione.

Uccido la vacca…

o coloro la mucca di viola?

Il fascino del racconto… Già qualcuno prima di noi dell’era 2.0 si era accorto del potere delle storie: esercitano il fascino dell’altrove, lasciandoci alla giusta distanza per vedere ciò che altrimenti ci sfugge. Certo, la lettura di Bettelheim accende una luce diversa sulle storie dell’infanzia, le amate fiabe, anzi, spegne la luce per lasciare Cenerentola e le sue amiche in una penombra un po’ inquietante, tuttavia mi lascio ancora sedurre facilmente da una nuova storia.

Ho trovato questa on line, che faceva il paio con il mio oroscopo, che annunciava svolte importanti nel lavoro.

“Un monaco è in viaggio e viene ospitato da una famiglia di contadini. Riceve del formaggio e un po’ di latte, ma è a disagio perché vede che i suoi ospiti sono veramente poverissimi. Il monaco chiede come fanno a vivere in quella capanna sperduta, senza risorse e la moglie del contadino spiega che hanno una vacca che mungono ogni mattina, vendono il latte ai vicini e sopravvivono risparmiando i pochi soldi che guadagnano dalla vendita e mangiando un po’ di formaggio che preparano con il siero. La mattina dopo il monaco dice al contadino e sua moglie: “Ho pensato tutta la notte a cosa posso fare per voi. Vi dico di uccidere la vostra vacca, ora”. Il contadino e la moglie sono stupefatti e iniziano a piangere. Sanno che ciò che dice un monaco è giusto e va fatto e con il cuore straziato conducono la vacca al precipizio dietro la casa e la buttano giù, uccidendola. Il monaco se ne va. Molti anni dopo, un altro monaco arriva a una tenuta estremamente lussuosa. C’è una grande casa bellissima, ci sono allevamenti di animali, ci sono frutteti, ci sono orti, perfino un laghetto dove nuotano pesci di ogni tipo. Il monaco viene accolto dai padroni di casa e gli viene offerto ogni ben di dio. E’ sorpreso e felice che questi contadini siano così benestanti e chiede come hanno fatto. Il padrone di casa allora racconta che, molti anni, prima vivevano in una capanna e avevano solo una vacca per Uccido la mucca o la dipingo di viola? loro sostentamento. Un giorno la vacca cadde nel precipizio dietro la loro casa e morì. Allora lui e la moglie capirono che dovevano imparare e mettere in atto nuove cose e così fecero. E il risultato fu che la loro vita fu infinitamente più prospera e felice di quando avevano solo la vacca e vivevano del suo latte.”

E se invece di uccidere la mia vacca, la colorassi di viola?

anniversario

così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno

poesia anniversario