2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

The new Boeing 787 Dreamliner can carry about 250 passengers. This blog was viewed about 1.400 times in 2012. If it were a Dreamliner, it would take about 6 trips to carry that many people.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Piccoli numeri per un altrettanto piccolo successo. Ma è pur sempre un successo! Grazie a chi ha avuto tempo, voglia, pazienza, curiosità di leggere. Ancora di più a chi ha commentato.

Auguri per un 2013 pieno di tutte le cose che desiderate!

Lui, lei

Quando la coppia (s)coppia. Parte 2

Tra le relazioni diventate rancide con il caldo estivo, oltre a quella della mia amica A., c’è anche quella di G.

La fine di un’amore può essere improvvisa, quanto un inizio. La fine di una storia, invece, può essere lunga come un pranzo di 10 portate, che si conclude con un amaro. O un dolce?

Lui sognava mondi lontani e progettava una fuga. Destinazione? Germania, per nuove opportunità di lavoro, o forse Brasile, per un samba in compagnia. Lei cercava di mantenere una pseudo normalità fatta di amiche, chiacchiere, speranze.

Lui continuava a bivaccare in casa loro, in attesa di decidere il suo futuro, Lei partoriva suo figlio. Da sola.

Lui non ha tempo, né pazienza, né voglia di occuparsi del piccolo. Sta ancora pensando al suo futuro.  Lei si diverte a portarlo in giro: è la stessa G. di prima, ma ha con sé un ‘cestino’.

Quando l’inverno arriva, la casa si stringe intorno ai suoi abitanti: è un abbraccio o un tentativo di soffocamento?

 

Lui ha deciso che se ne deve andare. A pochi chilometri di distanza, senza impegni. Per ricominciare la sua vita di adolescente cresciuto, là dove l’aveva

lasciata 15 anni fa.  Lei mi dà appuntamento sabato mattina nel bagno di Zara, perché deve cambiare il piccolo G. prima dello shopping.

libera come una farfalla

Ci sono persone che non sanno volare, altre che vivono leggere e libere come farfalle. La mia amica G. è una farfalla.

 

food victim

linee curve e prelibatezze

Qualche curva l’ho raddrizzata! La piastra in ceramica fa miracoli: piega al suo volere anche i ricci più crespi, appiattendo le loro velleità di uscire dalla forma del super taglio di Jamal.

Per le altre curve…devo lavorarci un po’. Certo, la sosta forzata a casa di mamma non aiuta e tutte le sollecitazioni food visive…meno:

Pinterest è una raccolta di golosità indicibili (per fortuna solo per gli occhi :P)

In tv, il palinsesto serve trasmissioni di cucina abbondanti e fuori pasto.

Blog, portali, forum: internet è il regno dei foodvictim… Mi tornano in mente il terzo girone dell’inferno di Dante e Raffele Morelli: che associazione!

Lo psicologo del pomeriggio tv, in un articolo, suggeriva di tornare alla morigeratezza:

  1. basta alle fotografie con funzione best shoot – food,
  2. basta al parlare di cibo e ricette continuamente,
  3. basta alla ricerca di soddisfare il piacere della gola

Ok! Basta! Ho già fame: chissà cosa c’è di buono.
linee curve e prelibatezze

Traguardo (im)possibile? Non sono una runner…

Quando la motivazione non basta

Domenica mattina, una bella giornata di sole. Mi infilo pantaloncini e scarpe da ginnastica e vado. E’ da tanto che non corro, ma voglio farlo, ne ho bisogno, anche per aiutarle le linee curve a raddrizzarsi un po’. Sono motivata!

Mi incammino per scaldarmi un po’ e intanto armeggio con il mio mp3. Voglio attivare la funzione conta calorie + spinta motivazionale: una vocina mi dice da quanti minuti sto correndo e qual è il prossimo traguardo. Per una antisportiva, è un valido aiuto!

Purtroppo il mio mp3 non si accende: non lo uso da così tanto tempo che si è scaricato. Il mio entusiasmo cala un po’: senza la mp3 hello kittymusica e l’incitazione, mi pare più dura. Inizio a correre. Il caldo e  la totale assenza di allenamento si fanno sentire in due minuti. Sono sola sulla pista ciclabile. Vedo in lontananza arrivare un ‘sioretto’ in bicicletta: pedala lento, godendosi il venticello e mi guarda, vagamente ammirato. Allora raddrizzo le spalle e accelero orgogliosa: io corro, sotto il sole cocente. 

Solo che la strada è deserta e non passa più nessuno, per cui raddrizzare le spalle e andare avanti. Comincio a pensare ad altro, a chiedermi da quanto corro, quanto riuscirò a correre, che strada scegliere, dove andare… Sono partita dietro a un impulso, ma non ho programmato niente: non ho deciso il percorso, non mi sono prefissata una meta, non ho controllato il lettore mp3.

Vedo una rotonda in fondo al rettilineo, mi dico che devo almeno arrivare fino lì, prima di tornare indietro. Corro da venti minuti, sigh!

E quelle centinaia di metri che mi separano dalla rotonda, mi sembrano meno pesanti: ho una meta da raggiungere per non mortificare il mio ego.

E infatti arrivo al mio traguardo e mi avvio verso casa. A quel punto, l’unica cosa a cui penso è: devo arrivare, perché non ho il cellulare e quindi non posso chiedere un passaggio, la pista ciclabile è immersa nel verde dei campi, quindi è improbabile  incontrare qualche altro incosciente, che corre sotto il sole già alto.

Arrivo. Camminando.

Se non avessi imparato qualcosa, sarebbe solo un’altra prova del mio essere scarsamente sportiva. E davvero non serviva.

Lezione 1: non sono una runner

Lezione 2: prima di buttarsi a capofitto in un’esperienza…

  1. Avere la motivazione a fare una determinata cosa (ovvero: linee curve vs. linee rette)
  2. Avere gli strumenti giusti (mp3)
  3. Avere un obiettivo chiaro e possibile! (una meta realistica)
  4. Condividere il progetto: se lo diciamo a qualcuno, siamo più motivati a portarlo a termine finish line(chiedere a dei baldi giovani di passare di lì)
  5. … la necessità aguzza l’ingegno (in friulano: sante scugne, santa necessità)
  6. …la perseveranza è la madre del successo (se insisti e ci provi, e riprovi, e riprovi, ce la puoi fare)
  7. Serve una strategia (per raddrizzare le curve non basta fare i finti runner della domenica)

C’è ancora una cosa che vorrei dire: G. fai bene a correre lungo al statale con il bar in fondo!

Quando i sogni diventano realtà…

…sei capace di riconoscerli?

Quando i sogni diventano realtà, devi arrenderti! Devi sederti, sorridere, stappare il millesimato che ti hanno regalato a Natale, e godere… Se qualcosa può andare male, lo farà. Ma se qualcosa va bene, credici e basta! La dietrologia non serve. D’altra parte, se qualcosa sta andando bene, c’è ancora tutto il tempo perché cominci ad andar male. Non serve anticipare i tempi.

Cin Cin!

Come sopravvivere da freelance in 5 passi – How to survive if you are a freelance in 5 tips

Anche tu segui queste regole per sopravvivere?

La ricetta del successo devo ancora scriverla 😉 per ora, mi sono data qualche regola per sopravvivere.

Il motivo per cui i clienti si rivolgono a un professionista sono 2:

  1. per opportunità, di costo, di tempo…
  2. per necessità, perché non hanno le risorse per svolgere quel compito adeguatamente.

In entrambi i casi vale la pena ricordarsene/ricordarglielo!


5 passi per sopravvivere da freelance_5 tips to survive
Ecco 5 suggerimenti per mettere in chiaro le cose e sopravvivere:

Continua a leggere