conquista e controllo

scacco matto

Conquistare il centro e controllarlo: una delle strategie per vincere in una partita a scacchi. Ma a cena, se non stai attenta, sei tu che rischi di essere  inchiodata con una forchetta.

Ci sono manuali di scacchi, con strategie, esercizi, partite commentate: tutto quello che serve, oltre a un sacco di pazienza, per imparare e dare scacco all’avversario. Mai perdere la concentrazione. Mai abbassare la guardia. Un eccesso di ingenuità e la regina se ne va. Il re da solo fa pochi passi… e la partita è persa.

scacco matto

Da piccola giocavo spesso, con mia sorella o con mio padre: mi divertiva, quando una mossa sbagliata mi faceva intuire l’esito della partita. Ma quando ho scoperto che ogni mossa, fin dall’apertura, serve a rendere plausibile un finale, mi sono arresa a rimanere una giocatrice occasionale.

La cena di ieri si è svolta su una tovaglia a quadri bianchi e rossi. Mi sono lasciata distrarre dalla fantasia, che ricordava la trattoria vicino casa o il pranzo dalla nonna. Ho detto cosa pensavo. Veramente. Che ogni parola ha un significato e mille sfumature: sceglierne una, invece che un’altra cambia il senso delle cose e il bello sa di falso, il brutto diventa inevitabile, il vero si fa addomesticabile. Ho detto cosa pensavo. Ma veramente non ero pronta: è stato scacco matto in tre mosse.

Mia suocera è un’abile giocatrice.

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la volpe, l’uva, la mamma

regalo con saggezza

Quasi nove mesi di convivenza, per lo più civile, e pensavo che non mi sarei più stupita. Invece…

Mi hanno portato un regalo: ha fatto un lungo viaggio per arrivare a me, è stato pensato e scelto perché mi raccontasse qualcosa delle mani agili che lo hanno realizzato, della cultura che lo ha prodotto. Mi piace il pensiero da cui è nato. Mi piace il mio regalo.un regalo da lontano

Stavo passando in rassegna gli impegni della mia vita immaginaria per scegliere l’occasione di sfoggiarlo. Sì, perché la mia vita reale ha uno scarno carnet!

“Ma è ridicolo!” mi interrompe la voce di qualcuno, che stava maneggiando il mio regalo.

“A me piace-va”, rispondo più a me che alla voce, serpeggiata già fuori dalla stanza.

“Ti ricordi la favola della volpe con l’uva?” e anche la mamma è uscita.

Natale come vuoi

Natale con i tuoi

I canti natalizi della vigilia hanno fatto traboccare la malinconia e hanno lasciato, il giorno dopo, lo spazio per un po’ di felicità: gli occhi carichi di aspettativa delle mie nipotine, lo sguardo schivo del mio adorato M., nello scoprire che era un Natale di sorprese anche per lui, il mio G. e tutta la famiglia raccolta rumorosamente intorno al pranzo, che ho preparato, condendolo con tutta la mia gratitudine e il mio amore per loro.
Avrei cucinato altre dieci portate per tenerli tutti stretti insieme, ancora!

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Per qualcuno il Natale è un giorno qualunque, un giorno di domande a cui rispondere, di visite da rendere, di conti da saldare… Per me, è come il miele nel latte caldo, quando hai mal di gola.

il torrone c’è, ma è senza noccioline

Natale.

Natale. (Photo credit: suyensedai)

Ho letto dell’insolita voglia di famiglia di qualcuno e poi ho visto la neve, la prima della stagione. Ci voleva!

Perché mentre aspetto che torni da un anno all’altro, da una stagione all’altra, posso dimenticare quanti cambiamenti sono avvenuti e concentrarmi su qualcosa che appare sempre uguale , anche quando è diverso.

E dopo la neve aspetto la primavera e le giornate che si allungano a una a una… e posso credere di trovare nelle cose che ritornano quelle che ho perduto.

Il tavolo attende il giono di Natale perché  la famiglia ci si riunisca intorno e so che ci saranno l’arrosto e il brodo caldo, la mamma, il papà, mia sorella, mio fratello, i miei nipotini, il mio G…. Ma il torrone, quest’anno, è senza noccioline.

colori e calorie

psico & food & psico

La prova costume per quest’anno se n’è andata; bene o male, chi se lo ricorda? Secondo i Maya non dovremo preoccuparcene più, eppure, il desiderio di non nascondere un omino Michelin sotto il maglione, mi assedia. Allora provo con le regole dello psico food. O food per psicopatiche(?).
Basta con i programmi panciapiatta sederesodo; poche semplici regole, le solite facili da leggere, difficili da seguire:

– bastano piatti più piccoli per fare, senza accorgersene, porzioni più piccole (non è che così ci scappa un bis?)
– i piatti che contrastano con il colore dei cibi fanno apparire le porzioni più grandi (e il mio stomaco primordiale si accorderà con il cervello per saziarsi immaginariamente?)
– se il cibo non è diviso in porzioni, si mangia di più (ma si risparmiano gli imballaggi e l’ambiente ringrazia. Dilemma.)

Quindi con delle stoviglie nuove e colorate, tutto sarà più facile.

Ma se siete una donna, che preferisce spendere per uno stivale nuovo, o vivete in un mini con il pensile già straripante e il vostro confort food rientra nel campione statistico, basta questa semplice regola: la cioccolata fondente contrasta bene col bianco classico! E tiene alto l’ottimismo.

cambio d’autunno

lavori in corso

E’ arrivato l’autunno e ha portato con sè il suo sospiro freddo e malinconico. E io, anche quest’anno, mi sono fatta sorprendere. Quest’anno più che mai.

Ho visto foto che ritraggono tavolozze di colori, che sembrano rubate all’Arcimboldo, letto post dedicati alla stagione di mezzo, con vena poetica ingrossata.

Ma proprio quest’anno, in cui mi sembra di aver sospeso la mia vita a un ramo, rischiando a ogni folata di perdere l’equilibrio, non ho apprezzato le foglie che si fanno timidamente rosse, né il cielo che sembra voler ridurre la sua distanza dalla terra.

Mentre in città, qualcuno più fashion studia il pantone per la prossima stagione, nel fuori provincia, mi affanno alla ricerca dei miei vecchi vestiti negli scatoloni del trasloco: a distanza di tre mesi, quello che ho è solo un ordinato foglio di excel con un elenco dettagliato di cose, che non trovo.

Neanche le lenzuola! Ma invece della Visa, per questo c’è…la mamma, che ha conservato tutte le cose del prima. Ho optato per un caldo abbraccio azzurro a fiori rosa di flanella. Ho dormito come in un batuffolo di cotone!

Ma arriverà un giorno, in cui avrò una cabina armadio alla Carrie Bradshaw…

I pro e i contro

…i contro

Di solito faccio liste mentali dei pro e dei contro: sono un’indecisa. Anche se quando conto ambarabacicicocò, so già che sceglierò quello che ho in testa, a prescindere dal risultato. E i contro, alle volte, sono opportunità da esplorare.

Poi ci sono le volte in cui i pro e i contro fanno a cazzotti mentre il cervello si spegne. Decido con il cuore. Quando ho sbattuto con i contro che ho seguito, mi sono fatta male, ma di solito ho imparato qualcosa. Vorrei che cuore e testa fossero d’accordo questa volta.

L’altro giorno uno appena-conosciuto-ma-mi-sembra-di-conoscerti-da-sempre mi ha detto: mai fidarsi di uno che ti fa tenerezza, negli affari.

Evvabbe! Era l’affare più grosso della mia vita… speriamo bene?